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I PAESANI DI NICOSIA

* * * * * NICOSIANI IN CHICAGO * * * * *

MENU LIST: 1*NICOSIANI NEL MONDO
2*PHOTOS
3*"The Heart in the Suitcase"
Book List
ENGLISH TRANS. P. 107 -- 115
NICOSIANI IN CHICAGO (BOOK)
Translation p. 115 --119
NICOSIA BOOK P. 115-119
4*VIDEOS: NICOSIA, CHICAGO IMMIGRANTS, SICILIAN EMIGRANTS
5*ANTI STEREOTYPES
6*PHOTOS
7*RED GOLD -- WW II ITALIAN POWs
8*UNDER CONSTRUCTION
9*LINKS

                 NICOSIAN
              IMMIGRATION BOOK
              ITALIAN & ENGLISH

 
 
 La SS. Crocifisso di Chicago.
Anche tra gli italiani che, sbarcati a New York, decisero di spingersi nello stato dell’Illinois vi erano molti nicosiani.  Essi si dedicarono soprattutto al commercio minuto e al terziario, sfruttando le grandi possibilità che lo Stato del
nord e la sua principale città, Chicago, offrivano.
I nuovi arrivati trovavano alloggio nel quartiere italiano di Bridgeport, posto nella parte meridionale della metropoli ed edificato tra il 1830 e il 1840 dagli irlandesi. La maggioranza della comunità italiana era originaria di Ricigliano e
di Nicosia.316 In particolare, l’area tra la 26th, la 31st, Halsted e il canale Viadcut era abitata esclusivamente da nicosiani, che vi avevano ricreato una complessa
rete sociale simile a quella dei quartieri della città d’origine. Sistemati in alloggi presso parenti o amici, gli emigranti potevano quindi iniziare ad orientarsi nel
mondo del lavoro, rivolgendosi spesso agli uffici pubblici di collocamento (i “free employment offices”) che svolgevano la loro attività gratuitamente sia a favore degli operai che delle aziende che richiedevano mano d’opera,317 oppure
al Legal Bureau, destinato a dare assistenza legale ai lavoratori in caso di infortunio e, in generale, di controversie con il datore di lavoro.
La folta comunità italiana - che contava, agli inizi del 1900 quasi 25 mila componenti319 - presentava gli stessi caratteri delle altre sparse nei diversi stati dell’Unione. A fronte di un’ampia dinamicità nel lavoro,  l’emigrante italiano
manteneva i costumi sociali e religiosi della terra natia, manifestando una religiosità spesso non compresa e accettata dalle gerarchie religiose locali,
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in mag gioranza di origini irlandesi. La comunità costruì quindi proprie chiese e si
rivolse a religiosi d’origine italiana, oltre che all’assistenza delle missionarie del
Sacro Cuore di Madre Cabrini.
Le numerose associazioni presenti nella città non erano in grado, peraltro, di
garantire un adeguato supporto ai bisogni di una comunità spesso in lotta per la
sopravvivenza. Le società di mutuo soccorso presenti a Chicago, caratterizzate
anch’esse da quella frammentazione e da quel protagonismo dei maggiorenti rilevato
nelle associazioni newyorkesi, si limitavano spesso a svolgere una funzione
di ritrovo per i soci e le loro famiglie. Non a caso Luigi Provana lamentava
che, a parte la Società di Beneficenza delle Donne Italiane e il Circolo Maria
Adelaide, dedite all’organizzazione delle feste di carità, le organizzazioni italiane
non svolgevano una vera attività assistenziale ai bisognosi: “apatie da una
parte, invidie e gelosie personali e regionali dall’altra, sono la causa di questo
poco lusinghiero stato di cose”.
Con ogni probabilità la prima associazione italiana fu la Società di Unione e
Fratellanza Italiana, nata nel 1880. Detta organizzazione di stampo mutualistico
riuniva i propri associati ogni primo lunedì del mese al 59 West Randolph Street.
L’Unione e Fratellanza fu seguita, nel decennio successivo da molti altri enti
creati da italo-americani, come la Bersaglieri di Savoia e la Società Cristoforo
Colombo.
I siciliani, senza alcuna distinzione, si riunivano invece presso la Trinacria
Fratellanza Siciliana, nata nel 1892 e, successivamente, nell’Unione Siciliana
fondata da Vincent E. Ferrara nel 1914.
Divise da rivalità di stampo campanilistico, le associazioni a carattere regionale
si ritrovavano numerose alle commemorazioni patriottiche, soprattutto in
quelle pubblicizzate dalle colonne dei fogli cittadini in lingua italiana, come
La Tribuna.
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A Chicago la comunità nicosiana si sviluppò sin dagli albori dell’emigrazione italiana negli U.S.A., agevolata da numerose opportunità di lavoro e dal consolidarsi del meccanismo della catena migratoria, che portò interi nuclei familiari a
seguire gli uomini arrivati per primi e a ricostituire la rete dei rapporti parentali lasciati in Sicilia. Erano presenti, inoltre, comunità di siciliani appartenenti al
circondario erbitense, in particolare originarie di Capizzi, Agira, Nissoria, Assoro, Villarosa.
Già agli inizi del Novecento, la comunità siciliana poteva contare su una banca  nata per volontà di un concittadino, Henry R. Contorno. La “Herbitens Bank”
- che aveva sede al 154 W. 22d St, nei pressi della Wentworth Ave – offriva i servizi bancari necessari ai connazionali, in particolari quelli di gestione dei vaglia
postali e telegrafici per l’Italia e le altri parti del mondo. Oltre a costruire un importante strumento finanziario di intermediazione nella gestione dei depositi
e dei rimborsi delle somme depositate presso le Casse Postali di Risparmio Italiane e quella di cambio, l’istituto si occupò di attività abbastanza comuni alle banche legate all’emigrazione.
La “Herbitens Bank” svolgeva infatti anche le funzioni di agenzia di navigazione e ferroviaria, pubblicizzandosi quale unico “agente italiano membro delle conferenze Mediterranea e Continentale” e “rappresentante di linee italiane, francesi,
austriache, greche, inglesi e russe”. Contorno organizzò anche un ufficio legale con avvocati italiani e americani e, infine, un’attività di rivendita di orologi e gioielli, e una di regali per nozze.
Altro istituto di credito d’origine nicosiana fu la “Banca dott. Cesare Conti”, corrispondente del Banco di Napoli e del Credito Italiano.
Anche attraverso questi istituti bancari, a carattere spiccatamente cittadino, l’immigrato nicosiano contribuì ad aumentare il flusso dei risparmi verso l’Italia.
Le rimesse dei siciliani, ammontanti tra il 1891 e il 1895 allo 0,5 per cento dei depositi presso gli istituti postali della penisola, passarono nel 1910 a ben il 20,09
per cento del totale a dimostrazione della parsimonia nella conduzione di una
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        *******( Scheda informativa trasmessami da Linda Holda Messina.)
vita all’estero che richiedeva grandi sacrifici e privazioni.
La numerosissima comunità, aveva come preminenti le personalità dell’avvocato Francesco Di Bartolo, del dottor Nicolò Campione e del farmacista Francesco
Cortiletti.  A parte sparuti esponenti del piccolo mondo imprenditoriale e professionale, la classe di lavoratori più rappresentata era quella operaia. Ad essa
apparteneva, ad esempio, Rosario Messina, nato nel 1882 nel quartiere San Salvatore.
Nel 1905, abbandonato il lavoro di bracciante, s’imbarcò sulla Napolitan Prince dal porto di Palermo con altri otto nicosiani, di età compresa tra i tredici e i quarantuno anni.  A Chicago iniziò a lavorare come operaio nel campo delle
costruzioni edili e sposò il 4 giugno 1909 la concittadina Santa Proietto (1888- 1943), arrivata negli States tre anni prima.331
Alla classe operaia fece parte anche Antonio La Barbera, partito da Napoli con il piroscafo Alsazia e arrivato negli U.S.A. nel marzo 1896, all’età di 24 anni.
A Chicago La Barbera divenne operatore di tram e sposò per procura la concittadina Anna Santa Giunta, che era colà giunta nel 1899.
Francesco Scarlata, figlio di Sigismundo e Antonina Pantaleo, nacque nel 1925 a Nicosia, nel quartiere Sant’Agata. I genitori rientrati dall’America dopo un lungo periodo, e avevano acquistato un terreno in contrada “Rocasci”, al quale
era possibile arrivare solo attraversando il fiume Salso.
Le difficoltà economiche spinsero Francesco e il fratello Antonino, appena sedicenne, a riattraversare l’oceano, trovando a Chicago sostegno presso la famiglia
Falco. Francesco si specializzò nel campo della sartoria e non dimenticherà mai l’aiuto ricevuto dai concittadini nei primi mesi d’emigrazione.
Altra famiglia operaia fu quella dei Lizzio. Battista Lizzio e Carmela Vanaria si sposarono a Nicosia il 13 maggio 1911 e dopo avere venduto i pochi averi per acquistare due biglietti al costo di 98 dollari nel febbraio 1912 partirono con il
piroscafo SS. Italia, Il viaggio, lungo 17 giorni, si concluse a Ellis Island, dove
 
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erano ad attenderli uno dei fratelli della sposa. A Chicago la famiglia prese residenza nell’antico quartiere italiano, sorto attorno alla Chiesa di Santa Maria Incoronata.
Carmela iniziò a lavorare come cucitrice di pantaloni, mentre il marito svolse l’attività di manovale nel campo delle costruzioni. Dai Lizzio nacquero
quattro figli, tutti affermatisi nel campo del terziario e dell’industria. Carmela non sentì mai l’esigenza d’imparare l’inglese, limitandosi a trascorrere il poco
tempo disponibile dal lavoro in famiglia e con i connazionali.
La comunità si riuniva presso la Società SS. Crocifisso, fondata il 10 febbraio 1899 e ivi incorporata il 7 agosto dello stesso anno.
 
Nei primi anni del Novecento il sodalizio realizzò, presso la chiesa dell’Incoronata,
un ricco e artistico altare, presso cui si conservava una preziosa immagine del SS. Crocifisso. L’altare costituiva, all’interno della chiesa cattolica, il punto di ritrovo dei nicosiani per le sacre funzioni e per i momenti di raccoglimento.
La Società SS. Crocifisso non fu la sola associazione nicosiana presente nella metropoli dell’Illinois: si ha, infatti, notizia della costituzione, nel settembre del
1921, di un’altra società a carattere mutualistico.
Fondata da 26 nicosiani337, la Società Siciliana di Tutti i Paesani di Nicosia Sotto il Titolo del Crocifisso si basava sui principi di unione e fratellanza tra i soci e aveva come scopo il miglioramento morale, materiale ed intellettuale fra i
membri che la componevano e il mutuo soccorso tra gli stessi.
 
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333 Vincent nato nel 1912, arrivò a ricoprire importanti incarichi presso la Continental Bank, l’Associazione
cittadina del commercio e dell’industria e la Fondazione Brothers Alexian. Samuel, nato nel
1914, divenne vice presidente della Northern Trust Co., mentre Phil, di due anni più giovane, lavorò
nel campo dei trasporti. Frank, infine, nato nel 1919, ricoprì incarichi dirigenziali presso la Zenith, e
si arruolò nell’aviazione americana partecipando alla guerra del Pacifico durante il secondo conflitto
mondiale.
334 Di Carmela Lizzio ho potuto, per merito di Linda Holda Messina, ricostruire la vicenda umana,
fatta di sacrifici e di privazioni e finalizzata a dare ai propri figli le possibilità professionali che le
erano state precluse in Italia.
335 In assegna di ulteriore documentazione, si ritiene che la Società S. di Nicosia a cui fa cenno H. S. Nelli
(The italians in Chicago 1880-1930, cit., pag. 172) sia da identificare proprio nella SS. Crocifisso).
336 N.A., “I nostri emigranti”, in Il Fascio Nicosiano, anno I, n. 16. L’associazione, con sede in 2841
Wallace Street, era presieduta da Felice Callozzo, collaborato dal vicepresidente Giuseppe Mirabella
e dal cassiere Antonio Scornavacche. Non si hanno notizie di un successivo sviluppo della stessa.
337 I soci fondatori erano: Rosario Di Grazia fu Salvatore, Antonino Scarlata fu Michele, Angelo
Cortiletti fu Pietro, Giuseppe Rizzo fu Lorenzo, Bartolomeo Scornavacche fu Francesco, Santo Di
Grazia fu Salvatore, Michele Messina fu Francesco, Antonino Lo Guzzo fu Luigi, Francesco D’Amico
fu Salvatore, Michele Invergo fu Cataldo, Antonino Gagione fu Vincenzo, Michele Pidone fu
Filippo, Antonino Braciavento fu Vincenzo, Graziano Scarlata fu Michele, Carmelo D’Amico fu Francesco,
Stefano D’Amico fu Salvatore, Antonio Chiavetta fu Michele, Antonino Rizzo fu Filippo,
Antonino Bonomo fu Mariano, Giuseppe La Barbera fu Felice, Antonino La Barbera fu Felice, Nicolò
Villa, Mariano Cardella, Salvatore Di Grazia di Santo, Carmelo Gallina
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E l’aiuto reciproco tra i componenti la società caratterizzava l’organismo nicosiano:
il mutuo soccorso, recitava l’art. 2 dello statuto, era “considerato come materia prima nella famiglia del socio” e “si effettua col sussidio pecuniario in caso di malattia, con l’accompagnamento funebre in caso di morte e con ogni
altro mezzo di soccorso, in caso di morte e con ogni altro mezzo di soccorso, in caso d’infortunio indipendentemente dal vizio”. Il resoconto finanziario della società per l’anno 1955, evidenzia che la maggioranza delle risorse finanziarie
erano impiegate per far fronte alle spese per i funerali dei soci (nell’anno erano morti Lorenzo Panetteri, Salvatore Divicino, Giuseppe Divicino, Sigismundo Naselli e Mariano Lizzo, per un onorario di 2.400 dollari) e per il compenso del
medico sociale Alfredo Bellizzi.
Come la maggioranza delle società italo-americane a carattere mutualistico, la società nicosiana era strutturata su un consiglio direttivo composto da un presidente,
un vicepresidente, un segretario di ricordi, un segretario di finanza, un segretario supplente e un segretario adatto alla classe famigliare. L’organizzazione
era infine completata dal tesoriere, tre curatori, il maresciallo, due sergenti d’armi, un cappellano, un portinaio e, infine, sei consiglieri.
Strettamente legata alla devozione nei confronti del SS. Crocifisso venerato nella città natale, la società si riuniva in assemblea generale ordinaria due volte al
mese, iniziando le attività con la seguente preghiera:
**********
Sommo e misericordioso Iddio Creatore dell’Universo intero,
Voi che vedete tutti i cuori umani e ne scrutate i pensieri più intimi,
fate che i nostri pensieri, le nostre azioni e le nostre deliberazioni
in questa seduta siano scevre di egoismo e degne della vostra misericordia,
ed accettate innanzi la vostra maestosa presenza.
Fate che ci amassimo da veri fratelli e mantenessimo le nostre relazioni
Sempre più strette, così che avessimo un giorno la fortuna di godere la presenza
del Vostro diletto Figlio Gesù Cristo Signor nostro.
*****************
Ogni seduta era inoltre sempre chiusa con la recitazione di un’altra preghiera.
Potevano far parte della società in qualità di soci soltanto i nati nel comune di
 
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Nicosia, i figli di genitori colà nati e i discendenti di essi di qualunque grado. La domanda d’iscrizione doveva essere accompagnata dalla prova delle proprie origini
e dal parere favorevole di almeno due membri effettivi del sodalizio, attestante che l’aspirante era persona integra moralmente e dedita al lavoro. La domanda
doveva essere accompagnata da un documento certificativo della perfetta salute dell’aspirante che, in particolare, doveva assolutamente essere esente da malattie veneree.
La società era composta da due categorie di soci: i celibi e gli ammogliati. La
diversa appartenenza influiva essenzialmente sulla tipologia di trattamento e dimostra, di fatto, come nella società nicosiana fosse presente un forte elemento di sedentarietà. Il socio celibe che prendeva moglie poteva chiedere di far parte
della categoria degli ammogliati non più tardi di due mesi dalla data del suo matrimonio, termine oltre il quale non poteva più esercitare l’opzione.
Al socio regolarmente ammesso nella categoria degli ammogliati era garantito il rimborso delle spese funerarie per la moglie e per i figli che non avessero
compiuti i 15 anni d’età, spese che venivano sostenute non da tutti i soci ma soltanto da quelli componenti la classe degli ammogliati e in parte uguali.
La società aveva il compito di dare annualmente una festa in onore del Santo Padre della Provvidenza, protettore e padrone del sodalizio: a tale scopo l’assemblea
si riuniva per stabilire la data dei festeggiamenti e le modalità per meglio solennizzare l’evento.
Alla festa partecipavano le rappresentanze delle società consorelle e quelle con cui si avevano più stretti legami, tutti i soci e le personalità della comunità
che più si erano distinti in campo professionale e sociale. Nei festeggiamenti del 1921 furono ad esempio presenti le associazioni S. Alfio e Umberto Principe di
Piemonte che seguirono la cerimonia religiosa e la marcia dei soci della SS. Crocifisso per le vie adiacenti la sede sociale con i propri stendardi e le proprie bandiere.
Si trattava di manifestazioni in cui l’associazione dimostrava alle altre comunità italiane e ai concittadini di Nicosia la visibilità raggiunta all’interno della
colonia, a testimonianza dell’affermazione sociale raggiunta dai propri componenti.
Il dato religioso si confondeva così con quello più propriamente profano in
 
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una cerimonia  che finiva per acquistare carattere di festa paesana. “Di fatti fin d’adesso tutto è stato stabilito con fermezza di proposito e con zelo affinché la
festività fosse davvero sontuosa e riuscisse anche meglio degli anni passati”, scriveva l’anonimo corrispondente da Chicago, in occasione della ricorrenza del 1908.  In quell’anno i componenti della società stabilirono di aprire i festeggiamenti
il sabato, vigilia di festa, con il suono delle campane della chiesa di Maria SS. Immacolata, dove la liturgia fu accompagnata dalle musiche della Banda
Garibaldina diretta da Modestino Mastrogiovanni. La domenica, alle ore 9 circa, “una parata forse mai vista in simili occasioni” accompagnò il corteo con in testa
il vessillo tricolore, a differenziare i partecipanti “da tante razze di popoli che si trovano sparsi in queste lontane e vaste contrade d’America”.   Dopo la messa
officiata dal rev. Riccardo Lorenzone, i festeggiamenti proseguirono fino a tarda notte, con il sorteggio di un orologio e un quadro raffigurante il SS. Padre, e
grandiosi fuochi pirotecnici.
La cronaca della manifestazione del 29 maggio 1908 e delle altre, testimonia come la Società del SS. Crocifisso di Chicago, al di là della sua connotazione
religiosa, non si distaccò sostanzialmente da quelle mutualistiche che trovarono maggiore spazio a New York. L’occasione religiosa dava la possibilità di “apparire”,
dimostrare la propria importanza sia in seno alla comunità italo-americana,
sia in quella d’origine, che veniva a conoscenza delle gesta sociali attraverso le corrispondenze pubblicate nei giornali locali. L’omaggio al Santo Padre della Provvidenza usciva quindi dalla devozione del singolo nicosiano per divenire
l’occasione di affermare la comunità in terra straniera, tra i connazionali ivi emigrati e tra i concittadini rimasti in patria. “Una nuova affermazione della forza morale ed intellettuale di cui gli egregi soci della suddetta società del Crocifisso
sono capaci, anche in paesi lontani, quando debbano espletare le loro forze in
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azioni piene di amor patrio e di zelo” scriveva L’Eco dei Monti, a testimonianza che anche attraverso le associazioni cittadine era possibile conquistare un uolo nella scala sociale che gli emigranti non avevano avuto la possibilità di
acquisire nella patria d’origine.
La società si impegnava inoltre a spedire a Nicosia trenta lire ogni anno in occasione della Settimana Santa, allo scopo di acquistare un dono di devozione al Santo Padre della Provvidenza. L’onere doveva essere sostenuto in parti uguali
da tutti gli iscritti al sodalizio.
Dopo essere arrivata a contare agli inizi del secolo 250 soci, la società subì un inevitabile declino con il progressivo diradarsi degli emigrati di prima generazione.
Le generazioni nate negli U.S.A., sempre più amalgamate nella società americana, iniziavano a disinteressarsi delle tradizioni dei propri antenati. Soltanto negli ultimi anni - per merito dell’ultima ondata migratoria e della riscoperta delle proprie radici - il sodalizio ha ripreso vita, ritornando ad essere elemento aggregativo nel culto tradizionale per il SS. Crocifisso.
c. Le altre associazioni
A New York, accanto alle già citate Gioventù Nicosiana, Fratelli Testa e Conte di Torino nacque per merito di Francesco Spampinato la Società Unione e
Fratellanza figli del Lavoro, destinata non soltanto ai nicosiani emigrati ma a tutti i corregionali presenti nella metropoli, senza nessuna distinzione e con il puro scopo di costituire uno strumento utile ai lavoratori immigrati.344 L’iniziativa
non ebbe però il successo sperato dal suo promotore. Nella metropoli americana ebbe inoltre vita, a metà del 1920, un organismo che raccolse gli erbitensi
devoti al culto del Padre della Provvidenza. La benedizione dello stendardo sociale avvenne presso la chiesa di Santa Lucia, alla presenza del concittadino canonico
Michele Cammisa D’Alessandro e della banda musicale nicosiana diretta  da Francesco Defini.
 
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 The SS. Crocifisso di Chicago.
Also between the Italians who, disembarked to New York, decided to push themselves in the state of the Illinois there were many nicosiani.  They above all dedicated to the tiny commerce and the terziario, taking advantage of the great possibilities that the State of
north and its main city, Chicago, offered.
The new ones arrived found lodging in the Italian quarter of Bridgeport, place in the part southern of the metropoli and built up between 1830 and 1840 from the Irishes. The majority of the Italian community original era of Ricigliano and
of Nicosia. In particular, the area between the 26th, the 31st, Halsted and the Viadcut channel were inhabited exclusively from nicosiani, than you they had recreated a complex
social net similar to that of the quarters of the origin city. Arranged in lodgings near relatives or friends, emigrating could therefore begin to orient itself in
world of the job, addressing often to the offices placement publics (the “free employment offices”) that they carried out their activity free of charge is in favor of the laborers who of the companies that demanded labor,or
to the Legal Bureau, destined to give legal attendance to the workers in case of accident and, in general terms, controversies with the employer.
Folta the Italian community - that it counted, to the beginnings of 1900 nearly 25 thousand componenti319 - it introduced the same characters of the others scattered in the various states of the Union. To forehead of a wide dinamicità in the job, Italian emigrating
it maintained the social and religious customs of the earth natia, manifesting a not comprised and accepted religiosità often from local the religious hierarchies,
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in mag gioranza of Irish origins. The community constructed therefore own churches and
it turned to religious of Italian origin, beyond that to the attendance of the missionaries of
Sacred Heart of Cabrini Mother.
The numerous present associations in the city were not in degree, moreover, of
to often guarantee an adequate support to the needs of a community in fight for
survival. The present societies of mutual aid to Chicago, characterized
anch'esse from that fragmentation and that protagonismo of the maggiorenti found
in the newyorkesi associations, they were often limited to carry out a function
of meeting for the associates and their families. To case Luigi Provana it did not complain
that, to part the Society of Beneficence of the Italian Women and the Circle Maria
Adelaide, given over to the organization of the festivities of charity, the Italian organizations
they did not carry out a true charitable activity to the needy ones: “lack of appetite from one
personal and regional part, envies and jealousies from the other, are the cause of this little lusinghiero state of things”.
In all probability the first Italian association was the Society of Union and
Italian Fratellanza, been born in 1880. It dictates organization of mutualistic stamp
West Randolph Street re-united own associates every first monday of the month to the 59.
Unione and Fratellanza were continuation, in the successive decade from many other agencies
created from Italian-Americans, like the Bersaglieres of Savoia and the Cristoforo Society
Columbus.
The sicialian, without some distinction, gathered instead near the Trinacria
Sicialian Fratellanza, been born in 1892 and, successively, the Sicialian Union
founded from Vincent and. Ferrara in 1914.
Uniforms from rivalry of parochial stamp, the associations to regional character
they were found again numerous to the patriotic commemorations, above all in
those advertised from the columns of the city sheets in Italian language, like  The Tribune.
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To Chicago the nicosiana community developed itself sin from the dawn of the Italian emigration in the U.S.A., facilitated from numerous opportunities of job and consolidating of the mechanism of the migratory chain, that it carried entire familiar nuclei to
to follow the men arrived for first and reconstituting to the net of the relationships ancestral celebrations left in Sicily. They were present, moreover, communities of sicialian pertaining to
circondario erbitense, in particular original of Capizzi, Agira, Nissoria, Assoro, Villarosa.
Already to the beginnings of the 1900's, the sicialian community could count on a born bank for will of a concittadino, Henry R. Contour. The “Herbitens Bank”
- that it had center to 154 W. 22d St, in the pressi of the Wentworth Hail - offered necessary the bancari services to the compatriots, in details those of management of the money orders
it mails them and telegraphic for Italy and the others you leave of the world. Besides to construct to a financial important instrument of intermediation in the management of the warehouses
and of the reimbursements of the sums deposited near the Italian Cases Mails them of Saving and that of change, the institute was taken care of enough common activities to the banks tied to the emigration.
The “Herbitens Bank” carried out in fact also the functions of agency of railway navigation and, advertising itself which only “Italian agent member of the conferences Mediterranean and Continental” and “representative of Italian, French lines,
Austrians, Greeks, English and Russians”. Contour organized also a legal office with Italian lawyers and Americans and, at last, an activity of resale of clocks and jewels, and one of gifts for wedding.
Other credit institution of nicosiana origin was the “Bank Dr. Cesar Accounts”, correspondent of the Bank of Naples and the Italian Credit Bank.
Also through these bancari institutes, to spiccatamente city character, the nicosiano immigrant contributed to increase the flow of the savings towards Italy.
The remittances of the sicialian, piling between 1891 and 1895 to the 0,5 for hundreds of the warehouses near the institutes mail them of the peninsula, very passed in 1910 the 20,09
for hundreds of the total to demonstration of the parsimony in the conduction of one
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        ******* (Informative Card transmitted to me from Linda Holda Messina.)
life abroad that it demanded great sacrifices and deprivations.
The most numerous community, had like pre-eminent the personalities of the lawyer Francisco Di Bartolo, dottor the Nicolò Champion and the druggist Francisco
Cortiletti.  To part sparuti exponents of the small entrepreneurial and professional world, the class of workers more represented era that laborer. To it
Messina Rosary belonged, as an example, been born in 1882 in the Saint quarter Salvatore.
In 1905, abandoned the labourer job, s'imbarcò on the Napolitan Prince from the port of Palermo with others eight nicosiani, age comprised between the thirteen and forty-one years.  To Chicago it began to work as laborer in the field of
constructions the 4 buildings and the Saint concittadina Proietto (1888 - 1943 married june 1909), arrived in the States three years prima.331
To the class laborer the Barb one made part also Antonio, left from Naples with Alsace the steamboat and arrived in the U.S.A in March 1896, to the age of 24 years.
To Barb Chicago divenne the operating one of tram and married by proxy the concittadina Saint Anna Giunta, that it was reached there in 1899.
Francisco Scarlata, son of Sigismundo and Antonina Pantaleo, were born in 1925 to Nicosia, the Sant'Agata quarter. The parents re-entries from the America after along period, and had acquired a land in contrada “Rocasci”, to which
it was possible to arrive single crossing the Salso river.
The economic difficulties pushed Francisco and the Antonino brother, hardly sedicenne, to riattraversare the ocean, finding to Chicago support near the family
Hawk. Francisco specialized itself in the field of the sartoria and he will not never forget the aid received from the concittadini in the first months of emigration.
Other family laborer was that of the Lizzio. Batiste Lizzio and Carmela Vanaria married to 13 Nicosia May 1911 and after to have sold the little assets in order to acquire two tickets to the cost of 98 dollars in February 1912 they left with
steamboat SS. Italy, the travel, along 17 days, concluded to Ellis Island, where
 
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they were to attend them one of the siblings of the spouse. To Chicago the family residence in the ancient Italian quarter taken, risen around the Church of Saint Maria Incoronata.
Carmela began to work like cucitrice of pants, while the husband carried out the activity of manovale in the field of the constructions. From the Lizzio they were born
four sons, all asserted in the field of the terziario and the industry. Carmela never did not feel the requirement to learn English, being limited itself to pass little
time available from the job in family and with the compatriots.
The community gathered near Society SS. Crocifisso, founded 10 7 February 1899 and incorporated August of the same year there.
 
In the first years of the 1900's the society realized, near the church of the Incoronata,
a rich and artistic altar, near which a precious image of the SS was conserved. Crocifisso. The altar constituted, inside of the catholic church, the point of meeting of the nicosiani for the sacred functions and the moments of gathering.
Society SS. Crocifisso was not the single present nicosiana association in the metropoli of the Illinois: it is had, in fact, news of the constitution, in the september of
1921, of an other society to mutualistic character.
Founded from 26 nicosiani337, the Sicialian Society of All the Countrymen of Nicosia Under the Title of the Crocifisso was based on the principles of union and fratellanza between the associates and had like scope the moral, material and intellectual improvement between i
members composed that it and the mutual aid between the same ones.
 
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333 Vincent been born in 1912, succeeded in to cover important assignments near the Continental Bank, the Association
citizen of the commerce and the industry and the Foundation Brothers Alexian. Samuel, been born in
1914, divenne vice-president of the Northern Trust Co., while Phil, of two years young, worked
in the field of the transports. Frank, at last, been born in 1919, covered managing assignments near the Zenith, and
he enlisted himself in American aviation participating to the war of the Pacific during according to conflict
world-wide.
334 Of Carmela Lizzio I have been able, for merit of Linda Holda Messina, to reconstruct the human vicissitude,
made of sacrifices and deprivations and finalized giving to own sons the professional possibilities that
they had been precluse in Italy.
335 In it assigns of ulterior documentation, thinks that the Society S. of Nicosia to which ago signal H.S. Nelli
(The italians in Chicago 1880-1930, cit., pag. 172) or to identify own in the SS. Crocifisso).
336 N.A., “emigrating ours”, in the Bundle Nicosiano, year I, n. 16. The association, with center in 2841
Wallace Street, was presided from Happy Callozzo, collaborated from the vice president Giuseppe Mirabella
and from the cashier Antonio Scornavacche. News of a successive development of the same one is not had.
The 337 founding associates were: Rosary Di Grazia was Salvatore, Antonino Scarlata was Michele, Angel
Cortiletti was Peter, Giuseppe Rizzo was Lorenzo, Bartolomeo Scornavacche was Francisco, Saint Of
Grace was Salvatore, Michele Messina was Francisco, Antonino the Guzzo was Luigi, Francisco D' Amico
it was Salvatore, Michele Invergo was Cataldo, Antonino Gagione was Vincenzo, Michele Pidone was
Filippo, Antonino Braciavento was Vincenzo, Graziano Scarlata was Michele, Carmelo D' Amico was Francisco,
Stefano D' Amico was Salvatore, Antonio Chiavetta was Michele, Antonino Rizzo was Filippo,
Antonino Bonomo was Mariano, Giuseppe the Barb one was Happy, Antonino the Barb one was Happy, Nicolò
Villa, Mariano Cardella, Salvatore Di Grazia di Santo, Carmelo Hen
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And the mutual aid between the members the society characterized the nicosiano organism:
the mutual aid, recited art. the 2 of the charter, “was considered like raw materials in the family of the associate” and “it is carried out with the pecuniario subsidy in disease case, with the funeral accompanyment in case of died and with every
other means of aid, in case of dead women and with every other means of aid, in case of accident independently from the defect”. The report financial of the society for year 1955, evidences that the majority of the resources financial institutions
they were employed in order to make forehead to expenses for the funerals of the associates (in the year were died Lorenzo Panetteri, Salvatore Divicino, Giuseppe Divicino, Sigismundo Naselli and Mariano Lizzo, for a honorarium of 2.400 dollars) and for the compensation of
social doctor Alfredo Bellizzi.
Like the majority of the Italian-American societies to mutualistic character, the nicosiana society era structured on a directive council composed from a president,
a vice president, a secretary of memories, a secretary of finance, a secretary substitute and an apt secretary to the familiar class. The organization
at last it was completed from the treasurer, three curatori, the marshal, two petty officers first class of crews, a chaplain, a door-keeper and, at last, six councilmen.
Closely tied to the devozione in the comparisons of the SS. Crocifisso venerato in the city born them, the society gathered in ordinary shareholders' meeting two times a
month, beginning the activities with the following prayer:
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I add and merciful Creator Iddio of the entire Universe,
You that you see all human the hearts and of scrutinized the more intimate thoughts,
fairies that our thoughts, our actions and our deliberations
in this sitting they are scevre of egoismo and worthy of yours misericordia,
and accepted innanzi your majestic presence.
Fairies that we loved ourselves from true siblings and we maintained our relations
More and more grips, thus that we had a day the fortune to enjoy the presence
of Your delight Son Jesus Christ Mr. ours.
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Every sitting was moreover always sluice with the recitazione of an other prayer.
They could make part of the society in quality of associates only the borns in the municipality of
 
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Nicosia, the sons of parents been born and the descendants of they of any degree there. The registration question had to be accompanied from the test of own origins
and the opinion favorable at least two effective members of the society, attesting that the aspirant was integral person morally and given over to the job. The question
it had to be accompanied from a certificativo document of the perfect health of the aspirant who, in particular, had absolutely to be free from veneree diseases.
The society was composed from two categories of associates: celibi and the married men.
various belongings influenced essentially on the tipologia of treatment and demonstrate, of fact, as in the nicosiana society a strong element of sedentarietà was present. The associate celibe that he took wife could ask to make part
of the category of the married men not more late than two months from the date of its wedding, term beyond which could not more exercise the option.
Al regularly admitted associate in the category of the married men was guaranteed the funerarie recovery of expenses for the wife and the sons whom they did not have
completed the 15 years of age, expenses that came supported do not only give to all the associates but from those members the class of the partially equal married men and.
The society had the task of annually giving to a festivity in honor of the Saint Padre of the Providence, protecting and landladies of the society: to such scope the assembly
one gathered in order to establish the date of the festeggiamenti and the modalities in order better to solennizzare the event.
To the festivity to the representations of the societies consorelle and those participated with which more straits were had ties, all the associates and the personalities of the community
that more they had been distinguished in professional and social field. In the festeggiamenti of the 1921 the associations S. Alfio and Umberto were as an example present Prince of
Piemonte that followed the religious ceremony and the march of the associates of the SS. Crocifisso for the adjacent ways the social center with own banners and own flags.
It was be a matter of manifestations in which the association it demonstrated to the other Italian communities and concittadini of Nicosia the visibilities caught up inside of
Cologne, to testimony of the social affirmation caught up from own members.
The religious data got confused thus with that more properly profane one in
 
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a ceremony that ended in order to acquire character of festivity of the same country. “Of facts since now all it has been established with firmness of purpose and zeal so that
festivity was indeed sontuosa and succeeded better also of the passed years”, wrote the corresponding anonymous person from Chicago, in occasion of the recurrence of 1908.  In that year the members of the society established to open the festeggiamenti
the saturday, eve of festivity, with the sound of lives some of the church of Maria SS. Immaculate, where the liturgy was accompanied from musics of the Band
Garibaldina directed from Modestino Mastrogiovanni. Sunday, to the hours 9 approximately, “a perhaps never seen parade in similar occasions” accompanied the corteo with overhead
the vessillo tricolour, to differentiate the participants “from many razze of it polulates that they are found scattered in these far and immense ones contrade of America”.   After the putting
officiata from the rev. Riccardo Lorenzone, the festeggiamenti continued till late night, with sorteggio of a clock and a representing picture the SS. Father, and
huge fires pyrotechnicians.
The report of the manifestation of 29 May 1908 and the others, testifies like the Society of the SS. Crocifisso di Chicago, to beyond its connotation
religious, one did not come off substantially from those mutualistic ones that found greater space to New York. The religious occasion gave the possibility “to appear”,
to demonstrate own importance is within the Italian-American community,
or in that of origin, that it came to acquaintance of the gesta social through the correspondences published in local newspapers. The homage to the Saint Padre of the Providence exited therefore from the devozione of the single nicosiano in order to become
the occasion to assert the community in foreign earth, between the remained compatriots emigrated there and the concittadini in native land. “A new affirmation of the moral and intellectual force of which the dear associates of the aforesaid society of the Crocifisso
they are able, also in far countries, when they must carry out their forces in
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it sets in action floods of amor patrio and of zeal” it wrote the Echo of Mounts, to testimony that also through the city associations was possible to conquer a uolo in the social scale that emigrating had not had the possibility of
to acquire in the origin native land.
The society was moreover engaged to send to Nicosia thirty Liras every year in occasion of the Saint Week, in order to acquire a gift of devozione to the Saint Padre of the Providence. The burden had to be supported in equal parts
from all the enrolled one to the society.
After to be succeeded in to count to the beginnings of the century 250 associates, the society endured an unavoidable decline with the progressive one to diradarsi of the e'migre's first generation.
The generations been born in the U.S.A., more and more amalgamated in the American society, began to lose interest themselves in the traditions of own ancestors. Only during the last few years - for merit of the last migratory big wave and the riscoperta one of own roots - the society has resumed life, returning to being aggregativo element in the traditional cult for the SS. Crocifisso.
c. The other associations
To New York, beside already cited Nicosiana Youth, Siblings Testa and Conte of Turin was born for merit of Francisco Spampinato the Society Union and
Fratellanza sons of the Job, destined not only to the e'migre' nicosiani but to all the corregionali presents in the metropoli, without no distinction and with the pure scope to constitute a useful instrument to the workers immigrati.344 the initiative
it did not have but the hoped happened one from its promotore. In the metropoli American it had moreover life, to half of 1920, an organism that collected the erbitensi
devout people to the cult of the Father of the Providence. The blessing of the social banner happened near the church of Lucia Saint, to the presence of the concittadino canonical
Michele Cammisa D' Alexander and of the directed nicosiana musical band from Francisco Defini.
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